"E' citazione, ormai, non più eccitazione di mattina presto! Perdonate, quindi, agli odierni maestri di sapere concedete la mediocrità del lavoro quotidiano strappatevi la testa e gettatela in giardino dietro ai cipressi dimenticate voi stessi scomparite in classi e andate in controfigura a Canossa. Non ho nulla da dirvi, mi dispiace : E' vero:il potere che non c'era s'è disperso,quel po' di sapere che ci era utile e che conserviamo; la saggezza mite del "volemose bene" e, vi dico, ancora in bocca un sapore impossibile di libertà"
home > il nostro liceo La professoressa ricorda con gratitudine. La poesia ce la spedi l'anno che fu trasferito. La dedico a tutti quei professori che riescono ad insegnare qualcosa, non importa che cosa ma comunque qualcosa che arrivi giù in fondo, si sedimenti, si riproduca come un' eco, a quegli insegnanti che sanno insegnare il desiderio di conoscere, il piacere di sapere. La dedico pure a quegli alunni capaci di provare questi desideri e questi piaceri, insieme a tutti gli altri della loro giovinezza, ragazzi fortunati. La dedico infine a quegli insegnanti e a quegli alunni che tengono in bocca, qui a scuola, sul fiore delle loro labbra un sogno di libertà, la mite sapienza del "volemose bene" - Maturità del 1983, Professoressa in questo Liceo

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